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Nuova legge sui mutui non pagati: le novità

nuova legge sui mutui non pagati

Non avere le possibilità di pagare il mutuo della propria casa perché si è perso il lavoro, o a causa di un aumento improvviso delle spese mensili, è una situazione in cui nessuna persona vorrebbe mai trovarsi. Le conseguenze di un mutuo non pagato sono, infatti, sempre le più temute: pignoramento prima, vendita all’asta della casa poi. Non tutti sanno però che c’è una nuova legge sui mutui non pagati che ha modificato l’iter di pignoramenti e vendite all’asta.

Ma cosa è cambiato rispetto a prima? Quando è entrata in vigore questa legge? Cosa succede se non si pagano ora le rate del mutuo? Continua a leggere questo articolo e scopri le novità introdotte dal Decreto Legislativo n. 72 del 21 aprile 2016.

Il Decreto Mutui 2016

Il Decreto Legislativo n. 72 del 21 aprile 2016 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 20 maggio dello stesso anno. Il decreto, come riporta la Gazzetta Ufficiale, è basato sulla “attuazione della direttiva 2014/17/UE, in merito ai contratti di credito ai consumatori relativi a beni immobili residenziali nonché modifiche e integrazioni del titolo VI-bis del Decreto Legislativo 1° settembre 1993, n.385, sulla disciplina degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi e del Decreto Legislativo 13 agosto 2010, n. 141”.

La novità principale del Decreto Mutui 2016 è l’introduzione, come previsto dalla direttiva dell’Unione Europea, delle 18 rate mensili non pagate (anche non consecutive) come condizione di inadempimento da parte del mutuatario, al posto delle 7 rate mensili non pagate previste in precedenza.

Nuova legge sui mutui: cosa cambia?

L’obiettivo del provvedimento è quello di consentire a chi eroga i finanziamenti garantiti da una ipoteca il recupero dei crediti insoluti in modo più veloce e sicuro rispetto al passato. Questo decreto legislativo fa riferimento, come esplicitamente scritto in Gazzetta Ufficiale, ai mutui contratti dai consumatori che richiedono il prestito per acquistare un immobile residenziale.

Penale di estinzione anticipata del mutuo

Nonostante la direttiva europea sui mutui che ha ispirato il Decreto Legislativo n. 72 del 21 aprile 2016 non pagati prevedesse la facoltà di applicare una panale in caso di estinzione anticipata del debito, l’Italia ha preso un’altra strada.

Il governo ha deciso infatti di mantenere quanto stabilito nel 2007 dalla legge Bersani non introducendo nessuna penale. L’Italia resta così un caso unico in Europa dato che gli altri paesi prevedono questa penale.

La clausola di trasferimento dell’immobile

Un’altra delle novità introdotte dal Decreto Mutui è quella della possibilità di utilizzare una clausola per il trasferimento dell’immobile. Il testo del decreto legislativo dice infatti che i creditori (banche o finanziarie) possono ora inserire una clausola specifica all’interno del contratto di mutuo, che dovrà essere sottoscritta a parte, nella quale si dà la possibilità ai debitori, in caso di mancato pagamento delle rate, di restituire il bene o dare ai creditori i proventi derivanti dalla vendita dell’immobile, anche se il valore derivante dalla vendita sarà inferiore al valore del mutuo residuo. Una vendita anticipata, senza passare per tribunali o aste. Inoltre, qualora i proventi della vendita dell’immobile fossero superiori al debito residuo, il debitore ha diritto all’eccedenza.

A seguito del mancato pagamento di 18 rate del mutuo, anche non consecutive, il mutuatario viene considerato inadempiente. Qualora nel contratto fosse stata inserita questa nuova clausola, i creditori possono saltare la procedura di riscossione e provvedere autonomamente a espropriare l’immobile.

A decidere il prezzo di vendita dell’immobile sarà un perito indipendente scelto dalle parti di comune accordo. In caso di mancato raggiungimento di un accordo, il perito sarà nominato dal Presidente del Tribunale territoriale competente.

La clausola deve essere espressa

La clausola anti-insolvenza deve essere espressa e non è vincolante alla stipula del mutuo.

Ad oggi sono pochissime le banche che inseriscono questa clausola nei loro contratti di mutuo. Questo avviene perché, come con tutte le nuove leggi, dovrà passare diverso tempo prima che vengano utilizzate. Bisogna poi aggiungere che non tutti i legali sono sempre aggiornati all’ultimo decreto legislativo e i creditori sono spesso “abitudinari”. Le banche, infatti, preferiscono utilizzare vecchie soluzioni che utilizzano da tempo rispetto a percorrere vie poco frequentate e ancora incerte.

Entrata in vigore del Decreto Mutui

Tutte le nuove norme presenti all’interno del decreto legislativo sono entrate in vigore il 4 giugno 2016 e si applicano ai contratti di mutuo successivi a questa data.

Nuova legge sui mutui non pagati: è retroattiva?

La clausola che sancisce l’accordo tra creditori e mutuatario per la vendita dell’immobile in caso di mancato pagamento delle rate può essere inserita solo ed esclusivamente nei contratti sottoscritti dopo la data di entrata in vigore delle nuove norme.

Nessuna possibilità di estendere quindi le nuove norme ai finanziamenti stipulati precedentemente al 1° luglio 2016.

Bisogna poi ricordare che questa nuova legge sui mutui non pagati non vale per tutti i contratti firmati dopo il 1° luglio 2016, ma vale soltanto per quelli in cui è stata inserita all’interno la clausola.

La nuova legge sui mutui non pagati può non essere la soluzione ai tuoi debiti

Non è assolutamente detto che chi ha firmato un contratto di mutuo dopo il 2016, e ha fatto inserire la clausola di trasferimento dell’immobile, possa riuscire a risolvere completamente il problema con i debiti. Per poter sfruttare la clausola, il debitore dovrà andare a trattare direttamente con il creditore e trovare un accordo. Non tutti sono in grado di farlo. Solo se entrambe le parti sono d’accordo il creditore può procedere con la messa in vendita dell’immobile. Qualora il creditore non intenda trattare con il debitore, può infatti dar via all’iter che porterà al pignoramento e alla vendita all’asta dell’immobile. Anche il debitore potrebbe non voler vedere la propria casa messa in vendita dalla banca, con i creditori che saranno costretti a procedere con il pignoramento dell’immobile per poter recuperare il loro credito.

Inoltre, nella maggior parte dei casi, chi non è riuscito a pagare le rate del mutuo non è neanche stato in grado di pagare anche altro, per esempio le rate del condominio, generando ulteriori debiti. Qualora il debitore optasse per la vendita dell’immobile tramite la clausola inserita nel contratto di mutuo, i creditori non potrebbero sanare anche il suo debito con il condominio, lasciandolo nuovamente impossibilitato a pagare.

Nuova legge sui mutui non pagati: come risolvere il problema debiti

Se sei in difficoltà e non riesci più a pagare le rate del tuo mutuo, la tua casa potrebbe essere pignorata e poi venduta all’asta. La soluzione che ti permette di smettere di pagare i tuoi creditori è quella di vendere la tua casa pignorata, o sull’orlo del pignoramento, prima che questa venga venduta dai tuoi creditori o che finisca all’asta. Con questa possibilità risolvi il tuo problema se il tuo mutuo è stato stipulato prima del 2016, dopo il 2016, se la clausola di trasferimento inserita nel contratto oppure no. Per poterlo fare devi affidarti a dei professionisti specializzati in materia di debito e pignoramento.

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Infine, se ne hai bisogno, la società benefit può aiutarti a trovare una nuova casa e darti supporto nel trasloco da un’abitazione all’altra. Il tutto senza costi per te.

Intervieni subito e risolvi il tuo problema

Per evitare conseguenze ancora più gravi devi però agire con velocità. SalvaCasa è in grado di ripulire la tua fedina finanziaria cancellando il tuo nome dalla lista nera dei cattivi pagatori della CRIF (Centrale Rischi Finanziari). Dopo questa operazione potrai tornare nuovamente a chiedere prestiti e finanziamenti.

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